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Perizie e consulenze medico veterinarie – .. storia del cane trovato senza coda.

Perizie e consulenze medico veterinarie

La piccola storia del cane trovato senza coda...

Perizie e consulenze medico veterinariePassano gli anni e questa professione non smette di stupirmi per la sua capacità e duttilità nel sapersi evolvere con le molteplici esigenze del mondo moderno.

Mai e poi mai uscendo dall’Università avrei pensato di cimentarmi con la sfera giuridica su perizie e consulenze medico veterinarie, riguardanti proprio il mondo animale. Invece è proprio così!.

Uno degli ultimi casi più impegnativi che mi sia capitato in questi anni, è la storia di un Welsh Springer Spaniel che, a seguito di un trauma, si è visto privato della sua lunga e fluente coda.

Questa amputazione, per quanto non si dica, ha avuto delle pesanti ripercussioni sulla vita “sportiva” e “sociale” del cane, essendo questi un giovane adulto ormai quasi in possesso del titolo di Campione Europeo.

Cosa certa ormai per tutti, ma da dimostrare, era che il cane Frenkie non avrebbe più partecipato ai campionati per conseguire il titolo iridato, con tutte le conseguenze di mancato incasso per il proprietario, in particolare riguardanti gli accordi delle future monte.

Ahimè, il fatto è capitato quando il cane era in custodia presso un esperto e scrupoloso allevatore il quale, trovato il cane in quelle condizioni si è prodigato negli interventi di soccorso, vivendo in prima linea lo sconforto di quanto accaduto.

L’increscioso episodio non avrebbe avuto seguito in tribunale, se il tutto fosse accaduto in presenza di testimoni oculari, invece si è verificato nelle ore in cui, secondo il regolamento delle pensioni per animali, i cani rimangono da soli all’interno dei ricoveri. Pensate cos’ha provato l’allevatore quando al suo rientro, si è trovato di fronte allo spettacolo a dir poco raccapricciante, di un cane mutilato senza che il moncone terminale fosse più presente nella gabbia. Lecito pensare che potesse esser stato un gesto di auto-traumatismo dovuto cioè al cane stesso che in un momento di forte stress possa essersi rosicchiato l’estremità al pari delle persone che si mangiano le unghie, invece le indagini sanitarie hanno dimostrato l’assenza del moncone a livello gastro-intestinale.

Al giudice a questo punto si è presentato un dilemma ossia, procedere nei riguardi del detentore a cui era stato affidato il cane per incuria oppure archiviare la pratica considerando la mutilazione come esito di un atto di auto-traumatismo. Ma se così fosse stato, che fine avrebbe fatto la coda?

E qui comincia il giallo..

Assegnatami la causa, il giudice, ha giustamente preteso di esser sicuro al momento della sentenza, che non ci potessero esser forme di dubbio riguardo l’accaduto.

Comincia qui la mia attività di perizia e consulenza veterinaria, che non è poi tutta rose e fiori come a una prima impressione questo mio impeto descrittivo può lasciar intendere.

Occorre fare il punto della situazione senza per questo lasciarsi forviare da sentimenti, affinché il giudice possa sentenziare nella massima certezza ed equità a conferma o a scanso di responsabilità, nell’equo rispetto dell’animale e di chi se ne è preso cura. Si arricchisce così la figura del perito veterinario, come persona che aiuta a fare chiarezza con serietà e obbiettività.

La perizia veterinaria a questo punto, ha previsto un “dispiegamento” di energie tese a verificare in contemporanea più settori quali la legislazione specifica in materia di salute e benessere animale, le regolamentazioni sulle partecipazioni alle esposizioni nazionali e internazionali ivi compreso il settore comportamentale, e non per ultimo tutti gli accertamenti medici sul cane al fine di non commettere errori di valutazione.

La perizia medica ha seguito il suo iter dimostrando i fatti nel modo più obiettivo possibile, il giudice ha fatto altrettanto, mentre Frankye, anche se non avrà più la coda, ha avuto però il giusto riconoscimento, in qualità di essere senziente.

Se con le mie perizie e consulenze medico veterinarie posso contribuire alla diffusione della tutela per gli animali, il mio compito di medico veterinario è pienamente raggiunto.

Dr Edoardo Gonzaga

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